Nel giorno del settantaquattresimo anniversario della salita al cielo di Madre Margherita Debrincat, ricordiamo la sua vita e il suo insegnamento alla luce della nostra vocazione, lasciandoci guidare da ciò che ancora oggi parla alla nostra esperienza quotidiana.
Virginia Debrincat nasce a Kerċem, Gozo, il 28 novembre 1862 e riceve il battesimo nella parrocchia di San Giorgio a Victoria lo stesso giorno. Fin dalla giovinezza manifesta un desiderio profondo di unirsi a Cristo e, attratta dall’associazione Le Dodici Stelle del Cuore di Gesù, entra nella vita religiosa che nel tempo prende forma nella nostra Congregazione.
Quando il fondatore, padre Giuseppe Diacono, lascia la guida della comunità, Virginia assume la responsabilità di continuare l’opera. Si affida con semplicità a Dio e alla sua Provvidenza e, passo dopo passo, accompagna la Congregazione verso la maturità, ne chiarisce il carisma e la guida con fermezza e senso di responsabilità.
Madre Margherita muore alla Casa Madre di Victoria il 22 gennaio 1952, dopo una vita spesa nel servizio e nell’amore verso i più poveri, i bambini, gli ammalati e gli anziani. La sua regola di vita si raccoglie nelle parole “Amiamo l’amore”, che esprimono il cuore della nostra vocazione: seguire Cristo nel mistero del suo Cuore Eucaristico.
Nel ricordare la sua eredità, emergono due punti fondamentali del suo spirito.
Il primo è l’amore come modo di vita. Madre Margherita mette sempre al centro la relazione con Cristo presente nell’Eucaristia. Ama ciò che ama Cristo e invita le sorelle a vivere la carità come scelta quotidiana, concreta, senza condizioni.
Il secondo è la fiducia in Dio nei momenti difficili. Nei tempi di prova, quando mancano i mezzi e non mancano le difficoltà, interne ed esterne alla Congregazione, non si lascia scoraggiare. Affida tutto alla volontà di Dio e continua a guidare la comunità con fermezza.
Il processo per la sua beatificazione, iniziato nel 1988, continua a Roma. Il 27 gennaio 2014, Papa Francesco la dichiara Venerabile, riconoscendo le virtù con cui ha vissuto la sua vocazione.
Oggi, a settantaquattro anni dalla sua salita al cielo, ricordiamo la sua dedizione e il suo amore come una chiamata rivolta anche a noi. La sua vita ci invita a rinnovare l’impegno nel seguire Cristo con la stessa fiducia, lo stesso coraggio e la stessa semplicità con cui lei ha servito il Signore e la Chiesa.
La memoria non serve a restare nel passato, ma a vivere il presente. Madre Margherita sceglie un amore concreto, quotidiano, mai astratto. Non insiste sulle parole, ma sui gesti. E chiede alle sorelle di fare lo stesso: amare Cristo, amare ciò che Lui ama, restare fedeli anche quando il cammino si fa più stretto.
C’è poi un altro aspetto che non va dimenticato, ed è la vita comune. Madre Margherita la custodisce, la costruisce e la corregge quando serve, consapevole che senza unità la missione perde forza. Per questo invita a una carità semplice, paziente e concreta, non perfetta ma vera.
A settantaquattro anni dalla sua salita al cielo, il suo esempio resta attuale. Non come un modello lontano, ma come una guida che indica una strada possibile, fatta di fiducia, silenzio, lavoro, preghiera e amore vissuto fino in fondo.
Madre Giuseppina Zammit
Preghiera
Signore Gesù,
donaci uno sguardo semplice come quello di Madre Margherita.
Insegnaci ad amare senza calcoli.
Rendici fedeli nelle cose piccole.
Fa’ che la nostra vita parli di Te,
oggi, qui, così come siamo.
Amen






